Israele e i Tempi della Fine – parte 2°

Nella seconda parte dell’articolo cerchiamo di dare un’occhiata a ciò che sta accadendo in questi giorni a Israele e agli ebrei e come ciò sia in linea con la Parola.

Apocalypse soon - Israel from space

 

 

 

 

 

 

E’ più che evidente che Israele e gli ebrei stiano andando incontro al periodo più buio dagli anni del Nazismo di recente memoria. In una vera e propria escalation di accuse retoriche alimentate dentro e fuori dai media, Israele e gli ebrei (in qualsiasi nazioni si trovino) sono chiamati a confrontarsi con la triste realtà che la musica è cambiata e che le nuove canzoni non presagiscono nulla di buono per loro. Nella nostra illuminata Europa si è perso il conto degli attacchi nei confronti delle singole persone, sinagoghe, cimiteri, negozi, ecc.. Questo sentimento lo troviamo letteralmente scritto sui muri: messaggi di odio, svastiche, tombe ebraiche deturpate e devastate, bottiglie incendiarie contro i negozi ebrei, boicottaggio delle loro attività commerciali, delle loro industrie e dei loro titoli finanziari e tutto questo sta accadendo proprio sotto i nostri occhi.

Politici francesi e leader di comunità hanno criticato l’intollerabile violenza contro le comunità ebraiche di Parigi a seguito di una manifestazione pro Palestina che ha portato ad una serie di atti vandalici e saccheggi contro negozi ebraici e ad incendi di diverse automobili.
E’ la terza volta in una settimana che attivisti filopalestinesi si sono resi protagonisti di attacchi contro i residenti ebrei. Nella giornata di domenica, si sono sentite invocazioni del tipo “gasate gli ebrei” o “uccidiamo gli ebrei”, mentre violenti attaccavano diversi commerci ebrei presenti nel distretto di Sarcelles, soprannominato come la “piccola Gerusalemme”.
The Huffington Post – Posted: 22/07/2014

Da quando ha avuto inizio la guerra tra Israele e Hamas sono state attaccate otto sinagoghe presenti sul territorio francese. In Turchia, il Presidente Recep Tayyip Erdogan ha domandato agli ebrei di chiedere scusa per gli attacchi dello stato ebraico. In Germania un importante imam mussulmano durante il sermone ha chiesto ad Allah di uccidere tutti gli ebrei sionisti.
L’atmosfera in Europa sin dal principio della guerra è così intossicata che i ministri degli esteri di Francia, Italia e hanno dovuto fare una dichiarazione di condanna dell’antisemitismo emerso durante le dimostrazioni filopalestinesi.
The Daily Beast – 25/07/2014

 

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che sta avvenendo al mondo. Anche negli USA, da sempre considerati un rifugio sicuro per gli ebrei, questi attacchi si stanno registrando con una spaventosa regolarità.

L’antisemitismo nei campus statunitensi sta crescendo ad un livello allarmante, tanto che diversi studenti ebraici sono stati fisicamente attaccati o minacciati semplicemente per aver dimostrato pacificamente in favore dello stato di Israele. La demonizzazione degli ebrei e pure l’esaltazione degli assassini degli ebrei, sotto le spoglie della retorica anti-israeliana, vengono tollerate dai responsabili dei campus nonostante il clima malsano che questi eventi generano nei confronti degli studenti ebrei che sostengono apertamente lo stato di Israele.
FrontPageMag – 16 dicembre 2013

Sulle mura di una sinagoga e sulle proprietà di una famiglia ebraica sono apparsi dei graffiti antisemiti. Questo atto conferma come gli attacchi d’odio registrati dall’inizio dei conflitti in Medio Oriente stia crescendo in modo preoccupante.
Svastiche e la parola “Hamas” sono state scritte con lo spray all’entrata della Sinagoga Torah V’Emunah di Miami, Florida.
Sabato scorso una famiglia di Miami ha trovato le proprie automobile ricoperte di scritte come “ebrei” e “Hamas” fatte con crema di formaggio e uova.
DailyMail – 28 luglio 2014

 

Qualsiasi ricerca su Google in merito a questo argomento è in grado di offrire la prova più evidente dell’impressionante svolta che sta rendendo Israele – e di conseguenza gli ebrei- il gruppo di persone più odiate al mondo. Questo cambiamento di atteggiamento può essere dovuto a diverse ragioni.
Il primo motivo va ricercato nella vendita di petrolio che ha generato incredibili ricchezze per diversi paesi del Medio Oriente. Col passare del tempo questo fiume di denaro si è riversato sul resto del mondo, attraverso investimenti finanziari e immobiliari passando poi ad attività più mondane come l’acquisto di squadre di calcio, stadi e grandi magazzini (Investimenti arabi all’estero: un enorme impero).

La seconda ragione, altrettanto importante, è legata alla massiccia emigrazione di arabi e di cittadini mussulmani verso le nazioni occidentali (Europa, USA, Canada e Australia) avvenuta negli ultimi decenni. Questa onda di emigrazione ha destabilizzato lo status quo di molte nazioni che hanno dovuto confrontarsi con i vari problemi creati dai nuovi emigranti come quelli riguardanti l’utilizzo del “chador”, “burqa”, “hijab” e “niqab” da parte delle donne, la costruzione di moschee e minareti e in alcune circostanze la richiesta di applicazione della sharia (il loro codice legale) all’interno dei propri gruppi, in alternativa alle leggi esistenti nelle nazioni che danno loro ospitalità.

Vi sono inoltre altri fattori evidenti, come per esempio i vari gruppi violenti che infestano internet con i loro incessanti fiumi di veleno e propaganda terroristica o lo strano fascino che lega generalmente i mussulmani ai partiti sia di estrema destra che di estrema sinistra nei loro paesi di adozione (i politici si cercano davvero dei bizzarri compagni di strada), ma fondamentalmente le prime due ragioni elencate rappresentano il motivo reale dell’attuale situazione mondiale. Non occorre essere uno scienziato per capire che alla fine sono i soldi a governare tutto.
Così Israele è diventata per molti una realtà fastidiosa con cui confrontarsi, persino per coloro che in passato erano suoi amici e ammiratori della sua brillante economia, creatività e della sua forza militare e sociale. Cosa riserva il futuro per Israele e il suo popolo è già stato scritto ed è immutabile e in vista ci sono parecchi guai e dolori. La Parola parla di un tempo di dolore, meglio noto come “l’angoscia di Giacobbe” (Geremia 30:7).

Cosa ci aspetta? A tal proposito abbiamo diverse interessanti profezie prossime all’adempimento e più precisamente Isaia 17:1, Salmo 83 e i capitoli 38 e 39 di Ezechiele. Avranno luogo tutta una serie di eventi i quali porteranno il mondo che conosciamo ad un livello di violenza e malvagità senza precedenti che verranno fermati solamente dalla Seconda Venuta del Signore Gesù Cristo, senza la quale l’intera popolazione mondiale, Israele incluso, perirebbe.

In sintesi, la sequenza degli avvenimenti evolverà così come segue:
Israele distruggerà Damasco, probabilmente dopo che gli Hezbollah (il proclamato esercito di Dio siriano libanese) avranno inflitto un durissimo colpo contro Israele provocando numerose vittime. E’ discutibile se verrà utilizzata o meno la bomba atomica, ma in ogni caso la Parola dichiara chiaramente che la città verrà totalmente distrutta (Isaia 17:4). Seguirà un attacco guidato dalla Russia in coalizione con gli stati mussulmani, il cui scopo sarà quello di distruggere Israele una volta per tutte (Ezechiele 38, 39). Tuttavia questo sogno malvagio che ricorre ciclicamente nel corso della storia rimarrà solo un sogno. Invece accadrà l’esatto contrario, ossia gli eserciti in marcia contro Israele saranno totalmente annientati così come i due terzi delle loro nazioni d’origine.
Israele emergerà a tal punto da diventare la più importante nazione della terra; vi sarà pure un periodo di sette anni di pace siglato da un trattato di sicurezza firmato da Israele dai suoi nemici umiliati e sconfitti. Ma questa non sarà la fine. Questa fase ci porterà diritto verso la Tribolazione. Ma questa è un’altra storia e per il momento preferisco concentrarmi su ciò che accadrà da qui ai prossimi due anni. Sì, avete capito bene, tutto ciò che ho appena descritto accadrà nell’arco dei prossimi due anni. O per essere più precisi in meno di due anni (annotatevi la data di questo mio post come promemoria).

Il mondo non è certamente consapevole e preparato per ciò che sta per accadere, ma la Chiesa è pronta a tutto ciò? Disgraziatamente, basandomi su ciò che posso osservare la mia impressione è che la Chiesa sia disinteressata alla Parola di Dio, addormentata e completamente a proprio agio in questo mondo. Ma esiste un residuo il quale ancora ascolta lo Spirito Santo e si sta preparando per la tanto attesa beata speranza.
Preghiamo dunque per la pace di Gerusalemme, così come ci è stato insegnato, perché la PACE certamente arriverà ma non prima di angoscianti sofferenze e dolori indicibili.

Vi invito a leggere i seguenti articoli per ulteriori informazioni:   Un Evento Imminente:Siria e Israele in Guerra e su   Ezechiele 38, 39.