E’ la fine del mondo www per come lo conosciamo

8 gennaio 2011

It's the end of the wwworld as we know itQuando è scoppiata la bufera Wiki Leaks, un mio amico mi chiese quali sarebbero state le conseguenze di questo scandalo. Subito gli ho risposto che questo sarebbe stato l’inizio della fine di internet per come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. Difatti pochi giorni dopo hanno cominciato a circolare strane voci concernenti la “necessità” di un migliore controllo di internet.

Il mio ragionamento è il seguente:
Nella sua breve storia internet si è rivelato come la più interessante, coinvolgente, attrattiva tecnologia dai tempi della ruota. E il suo potenziale è stato sfruttato solo relativamente. Si tratta infatti del più perfetto mezzo di controllo mai realizzato, il quale permette di individuare e rintracciare chiunque persino nel comfort del suo salotto (ora si dice tanto per dire, ma in realtà fra non molto tutto questo sarà possibile grazie alle Rdif e ad altre nuove tecnologie legate alle applicazioni sul corpo). Si tratta dunque del perfetto sistema di controllo per l’Anticristo, senza però dimenticare che comunque solo Dio sa fare le cose “perfette”, mentre tutte le altre riscontrano prima o poi dei problemi.

Radio, televisione, telefoni, cellulari, satelliti, Wifi e tutte le nuove tecnologie emergenti sono tutte unite dalla definizione di NET (rete). Non stavano scherzando quando all’inizio cominciarono a chiamarsi World Wide Web (Grande Ragnatela Mondiale). Ecco cosa significano le tre famose www quando scriviamo un indirizzo internet, conosciuto anche come la Rete. Un aspetto importante da considerare è il fatto che la Rete è gratis. Sì, lo so che non vi è nulla che sia realmente libero e gratuito, ma allo stesso modo si poteva forse fare telefonate gratuite quando fu inventato il telefono? No, si pagava e pagava così come per tutti i servizi. Ma l’accesso ad internet è fondamentalmente gratuito, tutto ciò che occorre è solamente l’apparecchiatura necessaria per la connessione. Tutto il pacchetto è stato fatto in maniera così semplice da utilizzare da avermi fatto sentire fin da subito puzza di bruciato o se volete il sentore di una specie di cavallo di Troia.

Wiki Leaks potrebbe essere il punto di svolta (atteso) per piazzare dei controlli su qualcosa che fin da subito era apparso decisamente anarchico. Potrebbe anche darsi che tutta questa “libertà” non sia così buona per la gente soprattutto se questo strumento viene utilizzato da terroristi, criminali, pazzi, i quali solamente Dio conosce cosa possono combinare attraverso le loro tastiere. Pertanto, ecco che adesso ci viene detto ad alta voce che è tempo di mettere delle regole in questa anarchia.

A dire il vero esistono già delle nazioni (come la Cina, gli stati islamici e altri regimi) che hanno già posto dei controlli e dei limiti su ciò che può essere diffuso all’interno dei propri territori. Ma questi pirati del web trovano sempre un modo per aggirare i controlli. Fino ad ora si è assistito ad una sfida del gatto col topo. Ma ora, le grandi potenze (l’ONU, il governo americano e le democrazie occidentali) sono pure loro saltate sullo stesso carrozzone. Poiché non credo alle trame segrete, concludo che si tratta di coincidenza, per quanto tutto questo provenga dagli uomini.

Funzionari provenienti da 18 nazioni si sono incontrati il mese scorso all’ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra ed hanno preso una decisione che ha scosso i tecnocrati di internet sparsi per il mondo.

I governi autoritari come la Cina e l’Iran hanno partecipato all’incontro, così come altri governi democratici. Nonostante le proteste di Portogallo e Stati Uniti si è deciso di creare un gruppo di lavoro sul futuro Internet Governance Forum – un importante teatro di discussione in materia di cyberspazio – composto da soli governi.

Questa presa di posizione ha suscitato un forte disappunto all’interno della comunità dei tecnici, degli accademici e dei gruppi della società civili, i quali si sono sentiti completamente esclusi.

Quattordici organizzazioni tecniche che si occupano del controllo dello cyberspazio hanno scritto una lettera aperta chiedendo alla Commissione ONU sulla Scienza e Tecnologia per lo Sviluppo (UNCSTD) di modificare la propria decisione. Allo stesso tempo l’Internet Society, un gruppo di coordinamento che si occupa di gestione tecnica online, hanno inserito sul proprio sito una petizione di protesta.

Aggiornato: 30 dicembre 2010, 7:22:39
Ian Munroe, CTV.ca News (cliccate qui per l’articolo completo)

E mentre sto scrivendo questo articolo arriva un’altra notizia:

7 gennaio 2011 4:31
CBS News (cliccate qui per l’articolo completo)

STANFORD, Calif. – Il Presidente Obama sta pianificando di costituire una authority per il Dipartimento di Commercio USA alfine di migliorare la sicurezza informatica creando un Internet ID per gli americani.

Il coordinatore della sicurezza informatica della Casa Bianca, Howard Schmidt, ha detto che “il governo USA è il luogo perfetto” per centralizzare tutti gli sforzi fatti alfine di creare un “ecosistema delle identità” per Internet.

Alla luce di questa notizia, riportata per prima dalla CNET, si comprende che il dipartimento ha voluto occuparsi di questa problematica lasciando fuori dal gioco altri potenziali candidati a questo incarico come l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale e il Dipartimento di Sicurezza Interna. La mossa potrebbe anche accontentare quei gruppi per le libertà civili e per la privacy che in passato avevano protestato per il doppio ruolo in materia della polizia e dell’intelligence.

Ecco gente, ci siamo!
Dal mio punto di vista è incomprensibile che la gente possa così facilmente considerare questa trappola furbescamente mascherata come qualcosa di desiderabile e che attraverso di esso si possa vivere in un mondo migliore e più sicuro.

Mi limito a questo breve articolo (se volete approfondire andate a cercare su Google “internet control”) ma penso che ciò che sto cercando di dire dovrebbe essere chiaro, almeno per coloro che hanno gli occhi per vedere. Poiché il nostro è un sito che si occupa di Cristianesimo qualcuno potrebbe chiederci che cosa ha a che fare tutto questo con Gesù Cristo. Molte cose.

Un racconto di due RETI:
Qualcuno sta gettando una rete per catturare uomini, e il suo scopo è totalmente malvagio. Duemila anni fa, Qualcuno gettò la Sua Rete per pescare uomini e il Suo scopo era totalmente buono. Molti dei Suoi discepoli erano pescatori e Gesù disse loro di dimenticare i pesci e …

Egli disse loro: “Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini”
Matteo 4:19

In quale RETE ti trovi tu, caro lettore?

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