Nuove traduzioni bibliche

La nuova Bibbia distorce il senso di “Padre” e di Gesù come “Figlio di Dio”
Un progetto per salvaguardare la sensibilità islamica accende le polemiche. Petizioni online

Joel Richardson, wnd

In un mondo pieno di traduzioni bibliche quantomeno discutibili per non dire stupide, si pensava che si era ormai toccato il fondo. Abbiamo assistito a traduzioni nello slang di strada del tipo “Nel principio il grande Pà creò i cieli e la terra” oppure scritte secondo lo stile linguistico di Star Trek.

Volendo fare un passo ancora più in là, la New Oxford Annotated ha tradotto una versione biblica in favore dei gay e del mondo femminista, in modo tale da dare alle Scritture un’interpretazione revisionista. Ma ora si sta dibattendo su altre versioni create da fondazioni che in passato erano considerate conservatrici e ragionevoli.

In prima linea sul fronte di questa controversia vi sono i traduttori della Wycliffe Bible (the Summer Institute of Linguistics and Frontiers), i quali stanno redigendo traduzioni bibliche alfine di rimuovere o modificare tutti quei termini che potrebbero risultare offensivi per i mussulmani. Ebbene sì, si tratta delle Bibbie amiche dei mussulmani. Tra i vari aspetti presenti in questo progetto controverso troviamo la rimozione di qualsiasi riferimento a Dio come “Padre” e a Gesù come “Figlio” o “Figlio di Dio”. Un esempio che illustra questi cambiamenti lo si può trovare nella versione araba del Vangelo di Matteo prodotta dalla Frontiers and SIL. Matteo 28:19 dice “battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” e nella nuova versione viene cambiato in “pulendoli con l’acqua nel nome di Allah, il suo Messia e il suo Spirito Santo”.

Numerose copie di queste traduzioni attente a non urtare la sensibilità dei mussulmani circolano nelle gran parte delle nazioni islamiche come il Bangladesh, l’Indonesia e la Malaysia.
Secondo Joshua Lingel responsabile dell’organizzazione i2 Ministries “le modifiche fatte nelle traduzioni arabe e Bangla (Bangladesh) sono ancora più catastrofiche. Nelle versioni arabe il termine “Padre” viene sostituito con “Signore”, “Guardiano”, “l’Altissimo” o “Dio”. Nella lingua Bangla l’espressione “Figlio di Dio” è stata modificata in “Messia di Dio” in modo da farla conciliare con la versione coranica Isa al-Masih (Gesù il Messia) con la quale si evidenzia la natura puramente umana di Gesù.

Queste traduzioni hanno suscitato l’indignazione dei missionari evangelici, degli ex mussulmani convertiti e dei cristiani indigeni che vivono su quei territori dove vengono pubblicate queste versioni bibliche. Dopo che numerosi appelli sono stati rigettati si è deciso di lanciare una petizione che ha già superato le tremila firma allo scopo di porre fine a queste traduzioni. Le organizzazioni responsabili di queste traduzioni sostengono che la sostituzione di Padre con Signore rispetti meglio il senso ispirato delle Scritture, mentre dall’altre parte i leader cristiani presenti in quelle regioni rigettano con forza queste nuove versioni.

I credenti indigeni considerano queste traduzioni fatte in America come una forma di imperialismo culturale o di colonialismo da parte degli Stati Uniti. Secondo il pastore turco Fikret Böcek queste nuove traduzioni sono “un’idea tutta americana completamente mancante di rispetto per la sacralità delle Scritture e per la crescente chiesa turca”.

Secondo la testimonianza di uno dei leader di una chiesa in Bangladesh, uno dei principali aspetti problematici di questa vicenda sta nel fatto che così facendo si dà corda a tutti quei mussulmani che accusano i cristiani di essere bugiardi che cambiano la propria Bibbia per ingannare i mussulmani. Una volta che una traduzione biblica è consolidata all’interno di una nazione, l’introduzione di questi radicali cambiamenti di traduzione rafforzano la diffidenza e la mancanza di fiducia che molti mussulmani hanno nei confronti delle comunità cristiane.
Lingel, il quale può essere contattato all’indirizzo info@i2ministries.org, sostiene che la crisi nella metodologia di traduzione è dovuta al “pregiudizio letterario postmoderno” che si è insinuato negli ultimi decenni in alcuni ambienti legati alla traduzione. Tali traduzioni sembrano avere come scopo quello di far cambiare l’autore della Bibbia anziché il lettore mussulmano.

“Ma Gesù chiese che molti dei suoi ascoltatori cambiassero”, ha detto Lingel, “mentre queste traduzioni sembrano voler confermare i pregiudizi religiosi dei mussulmani invece di spingerli a cambiare il proprio credo”. Lingel è anche coautore di un nuovo libro intitolato “Crislam: Come i missionari stanno promuovendo un Vangelo islamizzato “ (titolo originale: Chrislam: How Missionaries Are Promoting an Islamized Gospel”) col quale l’autore cerca di rispondere con forza alle nuove traduzioni e ai quei movimenti spesso definiti col nome di “Insider Movement” o “Chrislam”.

Stando ai rapporti, dei 200 progetti di traduzione fatti dai linguisti della Wycliffe/SIL, circa 30 o 40 rimuovono i termini “Padre” e “Figlio” riguardo a Dio e a Gesù. Ecco come Lingel risponde a questo fatto: “Questi progetti devono essere affossati”. Stando ai dati provenienti da Forbes riguardo le principali associazioni cristiane statunitensi, la Wycliffe Bible Translators con sede ad Orlando risulta la terza associazione nella raccolta di fondi. I sostenitori dell’Insider Movement affermano che questo metodo per attirare i mussulmani sta producendo grandi frutti. Gli oppositori rispondono evidenziando come i cosiddetti convertiti presenti nell’Insider Movement continuino in realtà a vivere “nascosti” all’interno della propria cultura islamica, continuando a frequentare le moschee, pregando come mussulmani, riconoscendo Maometto come un profeta, il Corano come un libro ispirato e continuando a fare il credo mussulmano conosciuto come “shahada”.

Alcune voci sostengono che il numero dei nuovi “credenti insider” presenti in Bangladesh si aggiri tra i 300’000 e 1,2 milioni. Ma un appartenente a questo movimento ora uscito ha riportato nel libro di Lingel che in realtà il numero non supera le 10’000 unità. Stando a questa fonte, il numero è stato ingigantito per ottenere maggiori fondi dalle organizzazioni missionarie americane. Lingel ha aggiunto che molti di questi insider non sono altro che mussulmani i quali hanno scelto di seguire il movimento solamente per ottenere il lavoro e il denaro offerti dai ministri IM per le loro famiglie.

Sempre parlando di fondi e di sostegno delle ben note organizzazioni cristiane di questo movimento, Lingel ha aggiunto: “Ho parlato con molti leader della Convention Battista del Sud riguardo le missioni evangeliche tra i mussulmani… Essi sostengono che esistono decine di congregazioni cristiane nel Nord dell’Africa, ma i membri di questi gruppi si autodefiniscono mussulmani, non credono nella Trinità e credono che Maometto sia il profeta di Dio. Sono allora essi da considerare cristiani o mussulmani?

Perché parlare di loro in termini di successo missionario? A tal proposito I ministri della i2 di Lingel stanno realizzano un video chiamato Mission Muslims World University, nel quale i 40 professori di tutto il mondo con maggior esperienza in materia propongono corsi di insegnamento sui ministeri mussulmani, studi islamici, apolegetica, evangelismo e discepolato.

4 thoughts on “Nuove traduzioni bibliche

    • E’ un buon articolo, ma c’è qualcosa fuori contesto e un attimino speculativa.
      Per quanto mi riguarda, Cmq, con Isaia 28:15, centrano appieno il futuro patto di pace e sicurezza il cui artefice sarà la Bestia (aka Anticristo).
      Obama non mi sembra cosi’ carismatico da poter sedurre le nazioni. Certo, parla bene, ma le sue politiche sono controverse e disastrose, almeno per il suo paese, dove è intensamente odiato da una buona parte dei suoi concittadini. La Bestia sarà un’altra cosa.

  1. ROSY ha detto:

    NON SI PUO’ SOVVERTIRE LA SACRALITA’ DELLA PAROLA DIVINA CON IL BUONISMO UMANO…
    LA PAZIENZA DEL SIGNORE HA UN LIMITE…

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